Satispay su Il Resto del Carlino di Rimini

Rispettando le regole, puntano a stravolgere il gioco. Sono I ragazzi di Satispay, start up che dà il nome all’app che vuole rivoluzionare il sistema dei pagamenti elettronici.

Questa la strategia: pagare nei negozi o scambiarsi denaro tra amici in semplici passaggi e utilizzando il telefonino.

“Lo scopo è dare uno strumento elettronico con cui fare tutte le operazioni per cui serve avere monete o banconote in tasca, come pagare un caffè o ridare a un amico i soldi del calcetto”, spiega Alberto Dalmasso, uno dei tre fondatori di Satispay.
Ma non ci sono già le carte di credito, bancomat e paypal?
“Tutte carte che si basano su un sistema che è degli anni ’50: un sistema fatto di commissioni, spesso alte, e di intermediazioni, spesso plurime – sottolinea Dalmasso -. Per un Pos il piccolo esercente paga dai 19 ai 30 euro al mese. Sulle commissioni è una giungla: per un bancomat si va dall’1 allo 0,5%, per una carta di credito non si scende sotto l’1,2% e spesso si arriva al 3. Qualcuno paga anche 20 centesimi sulla chiamata telefonica per l’incasso”.

È sui costi che Satispay marchia la rottura col passato: i privati non pagano nulla e lo stesso vale per gli esercenti cui viene chiesta soltanto una commissione di 20 centesimi su transazioni superiori ai 10 euro. L’app si scarica gratuitamente e l’iscrizione è veloce: bastano la copia del documento d’identità, il codice fiscale e il codice Iban. Espletate queste formalità, il team di Satispay verifica con la tua banca i dati inseriti e crea una connessione con il tuo conto corrente. È questa la grande rivoluzione, perché, spiega il team, “l’Iban è il canale più sicuro per le operazioni bancarie e anche il più efficiente”.

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L’unico limite può essere quello del network di utenti e attività che utilizzano l’app, ma i ragazzi di Satispay – che da 3 intanto son diventati 30 – stanno superando questo scoglio iniziale a colpi di click: 100 iscrizioni al giorno, già quasi 30mila download e 900 fra aziende ed esercenti iscritti.
La rivoluzione, partita da Cuneo, città natale dei soci, ha già toccato Milano, Torino, Verona, Pavia e, ultima, Bologna. Dalmasso fissa la bandierina: “Al mezzo milione di utenti, il nostro modello si autosostiene e può attrarre altri capitali”. Sono 8,5, al momento, i milioni di euro arrivati dagli investitori, di cui il principale è Iccrea Banca. “Noi cresciamo in un contesto normativo e in questa fase vogliamo scuotere un mercato fermo da tempo – specifica Dalmasso -. Le banche vedono ancora la tecnologia come un loro competitor. Speriamo di trovare un modo di cooperare”.

Satispay è un network di pagamento che ti permette di inviare e ricevere denaro dai tuoi amici e di pagare in negozi fisici utilizzando il tuo smartphone.

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