Fringe benefit & flexible benefit, spiegati bene

26 Marzo, 2026

Nel mondo del welfare aziendale si sente spesso parlare di fringe benefit e flexible benefit. Due strumenti diversi, spesso confusi, ma entrambi pensati per lo stesso obiettivo: supportare le persone in azienda e ottimizzare i costi per l’impresa.

Facciamo chiarezza, in modo semplice.

Cosa sono i fringe benefit

I fringe benefit sono beni o servizi (non denaro) che l’azienda riconosce ai dipendenti come forma di benefit aggiuntivo.

Dal punto di vista fiscale, i fringe benefit:

- concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente (art. 51 TUIR);
- non sono tassati fino alla soglia ordinaria di 258,23€ (attualmente derogata)

Di fatti, come previsto dalla Legge di Bilancio 2024, per tutto il triennio 2025-2027 la soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit non è più quella ordinaria di cui sopra (258,23€), ma è pari a

- 1.000 € per tutti i dipendenti;
- 2.000 € per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Dunque, entro queste soglie e fino al 2027, i fringe benefit non concorrono alla formazione della base imponibile previdenziale.

Solo se le soglie vengono superate, l’intero importo diventa imponibile.

Proprio per la loro natura di benefit accessori, che vanno ad aggiungersi alla retribuzione ordinaria, i fringe benefit possono essere concessi ad un numero ristretto di dipendenti o addirittura singolarmente, senza obblighi di estendere l’erogazione a tutta la popolazione aziendale.

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Buoni acquisto: il fringe benefit più comune

Tra tutti i fringe benefit, la categoria dei buoni acquisto - tra cui rientrano i Buoni Acquisto Satispay - è oggi una delle più utilizzate perché unisce vantaggi fiscali, semplicità gestionale e reale utilità per chi li riceve.

Ad esempio, i Buoni Acquisto Satispay permettono ai dipendenti di:

- Spenderli all’interno della rete welfare più estesa d’Italia, con oltre 400.000 attività convenzionate, sia fisiche che online;
- Usarli per le spese più comuni: abbigliamento, elettrodomestici, dispositivi tecnologici, palestre e molto altro;
- Acquistare gift card dei brand più amati;
- Gestire tutto in modo digitale, direttamente dall’app di Satispay.

Per le aziende, invece, significano:

- costo interamente deducibile;
- nessuna complessità amministrativa;
- un benefit facile da assegnare, apprezzato e utilizzato davvero.

E le Partite Iva?

Anche i Liberi Professionisti in regime ordinario possono sfruttare la deducibilità al 100% dei buoni acquisto, in qualità di costi sostenuti per le spese di rappresentanza, utilizzandoli ad esempio per omaggi a clienti o fornitori o in campagne di marketing.

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Cosa sono i flexible benefit

I flexible benefit sono beni e servizi di welfare aziendale pensati per sostenere il benessere delle persone e delle loro famiglie. A differenza dei fringe benefit, non rientrano nel reddito da lavoro dipendente e quindi non diventano imponibili, se rispettano i requisiti previsti dalla normativa.

Sono disciplinati dall’art. 51, comma 2 del TUIR, che individua specifiche categorie di spesa ammesse al regime di totale esenzione fiscale. Per questo motivo, non esiste un unico limite monetario, ma regole e soglie che variano in base alla tipologia di servizio.

Rientrano tra i flexible benefit, ad esempio, i servizi legati all’istruzione dei figli, all’assistenza familiare, alla previdenza complementare, all’assistenza sanitaria e, più in generale, al welfare alla persona.

I flexible benefit sono spesso previsti dai CCNL o da accordi aziendali, che possono stabilire importi minimi obbligatori. Per questo motivo non sono solo una scelta volontaria, ma in molti casi uno strumento necessario per adempiere agli obblighi contrattuali, la cui finalità sociale è quella di supporto strutturato e continuativo al benessere del dipendente e all’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Per questo motivo, e diversamente dai fringe benefit, devono essere riconosciuti alla totalità dei dipendenti o a categorie omogenee.

Come funzionano

  • Vengono spesso gestiti tramite piani di welfare aziendale;
  • I dipendenti possono scegliere come utilizzare il valore erogato, all’interno di un paniere di servizi;
  • In molti casi, se previsto dal piano aziendale, è possibile convertire quel valore o parte di esso in buoni acquisto.

    In questo caso:

  • I buoni acquisto ottenuti tramite conversione rientrano nella disciplina dei fringe benefit e si applicano quindi le soglie di esenzione per questi previste;

Questa possibilità rende i flexible benefit uno strumento ancora più versatile, perché permette di adattare il welfare alle esigenze reali delle persone, senza rinunciare ai vantaggi fiscali.

Grazie a Satispay FlexBen, la soluzione di welfare aziendale di Satispay, tutto questo diventa non solo 100% digitale, ma anche molto più semplice.

Il piano welfare si attiva in pochi click e i dipendenti possono iniziare a usarlo subito dall’app di Satispay, senza piattaforme complesse o passaggi inutili.

Attraverso un’unica app, i dipendenti hanno infatti un solo strumento per gestire e utilizzare il proprio credito welfare: dai servizi previsti dalla normativa, come istruzione, assistenza familiare e trasporti, fino alla possibilità di ottenere Buoni Acquisto da spendere all’interno della rete di spendibilità per il welfare aziendale più estesa d’Italia.

Il risultato è un welfare più accessibile, più flessibile e davvero utilizzabile, sia per le aziende che per le persone.

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In conclusione

Fringe benefit e flexible benefit non sono la stessa cosa, ma due strumenti complementari a disposizione delle aziende.
Entrambi permettono di ottimizzare i costi aziendali grazie ai vantaggi fiscali e alla deducibilità, offrendo allo stesso tempo un supporto concreto ai dipendenti: dai Buoni Acquisto Satispay, immediati e flessibili, a FlexBen, per un welfare più strutturato.

Usati nel modo giusto, contribuiscono a rafforzare l’engagement, aumentare la retention e migliorare il potere d’acquisto delle persone, rendendo il welfare uno strumento strategico e non solo un adempimento.

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