Milano, 16 settembre 2026
- Il 78% degli italiani ritiene importante o fondamentale che l'azienda offra strumenti di welfare e il 77% vede come un alleato contro il carovita nelle spese quotidiane
- 3 italiani su 4 dichiarano che percepirebbero un maggior risparmio con €200 in welfare rispetto allo stesso importo tassato in busta paga; 1 dipendente su 2 preferirebbe ricevere il premio di produzione in crediti welfare riconoscendone il maggior valore spendibile
- L’opportunità può crescere per tutti a fronte di una maggior semplicità d’utilizzo e ampie reti di accettazione
Milano, 16 settembre 2026 - Con il carovita che continua a pesare sui bilanci familiari, il welfare aziendale si conferma per gli italiani un alleato prezioso, anche se ancora non sfruttato appieno. È quanto emerge dall'Osservatorio "Gli italiani e il welfare aziendale", realizzato da SWG per Satispay, che fotografa un Paese in cui il welfare aziendale è ormai diffusamente percepito e utilizzato come leva di sostegno economico imprescindibile. Per liberarlo, il mercato è chiamato a rispondere con servizi semplici e facilmente spendibili.
Alberto Dalmasso, CEO e Co-founder di Satispay “Qualche anno fa abbiamo visto con chiarezza come il welfare aziendale si stesse trasformando in un macro trend e in un pilastro portante per la gestione del carovita e la pianificazione del futuro. Il nostro impegno è stato fin dall’inizio portare ai lavoratori un’esperienza d’uso immediata e intuitiva, la stessa che i nostri oltre 6,5 milioni di utenti conoscono già, e una rete di accettazione realmente capillare. In meno di tre anni siamo arrivati a servire oltre 430.000 lavoratori in più di 45.000 aziende: i dati che emergono dall’Osservatorio, confermano la nostra visione di business e di prodotto”.
L’Osservatorio "Gli italiani e il welfare aziendale"
Oggi il valore del welfare aziendale è riconosciuto e ricercato: per il 78% dei lavoratori italiani è fondamentale o importante che l’azienda lo offra. Si tratta di uno strumento percepito in primo luogo come leva di sostegno economico, sia nel quotidiano, con il 77% che concorda che aiuta a combattere il carovita nelle spese di tutti i giorni; che per il futuro, con il 73% che lo considera uno strumento capace di alleggerire le spese correnti e lasciare più margine per risparmiare e investire nel futuro.
Sul fronte della retribuzione, 3 italiani su 4 dichiarano che percepirebbe un maggior risparmio con €200 in welfare rispetto allo stesso importo tassato in busta paga; 1 dipendente su 2 preferirebbe ricevere anche il premio di produzione in crediti welfare riconoscendone il maggior valore spendibile rispetto all’aumento lordo in busta paga.
La fotografia del mercato è chiara: il welfare aziendale è oggi radicato nel mondo delle aziende italiane. La metà dei dipendenti dichiara di disporre di benefit aziendali (quota che cresce con la dimensione dell’azienda), e la «triade» più diffusa è costituita da buoni pasto (52%), sanità integrativa (48%) e fringe benefit (42%) – generalmente in linea con le preferenze dichiarate dai dipendenti italiani.
Il nodo della capillarità
Se la domanda di welfare è forte, restano margini di miglioramento sul fronte dell'offerta. Infatti solo la metà (52%) dei dipendenti che dispone di welfare riesce a percepire il reale valore nel sostegno alle spese famigliari, e oltre un terzo di chi ha a disposizione questi strumenti li utilizza ancora poco, tanto che il 37% vorrebbe una rete di esercenti convenzionati più ampia e diffusa sul territorio per utilizzarli di più.
Semplicità di utilizzo e una vasta rete di accettazione emergono così come le due leve principali su cui si gioca l'efficacia reale del beneficio per i lavoratori e le aziende su grande scala.
I dati Satispay Welfare
È proprio la capacità di Satispay di rispondere a questi due elementi ad avere permesso alla fintech di posizionarsi in tre anni tra i principali operatori del settore. I numeri confermano la traiettoria: a luglio 2026 i volumi annualizzati di welfare aziendale erogato tramite Satispay hanno superato i €480 milioni, in crescita del 197% su base annua.
Sul fronte dell’utilizzo, è interessante notare che la spesa dei fringe benefit Satispay (Buoni Acquisto) si concentra per il 78% proprio nella fascia d’età tra i 25-54 anni, quando si consolida la carriera, si costruisce una famiglia, si pianifica il futuro e cresce l'esigenza di far fronte a molte spese e di allocare consapevolmente le risorse economiche.
La spesa dei fringe benefit avviene sia presso esercenti fisici (40,6%) che attraverso gift card digitali (59,4%). Nel primo caso, la distribuzione riflette le necessità quotidiane delle famiglie: la grande distribuzione e i supermercati rappresentano la prima voce (16,3%), seguiti dalla ristorazione (12,5%) e dal retail (8%). Nel secondo, le gift card coprono un ampio spettro di bisogni quotidiani e familiari: dalla spesa alimentare ai carburanti, dall'abbigliamento all'elettronica, dai viaggi alla cura della persona — a conferma che anche la spesa digitale risponde a esigenze quotidiane e diversificate. A completare il quadro, un dato che racconta l'impatto della rete Satispay sul tessuto commerciale locale: nei primi otto mesi del 2026, €45 milioni di buoni pasto sono stati spesi presso esercenti di prossimità — il 22% del totale, il doppio rispetto alla media dei competitor che si attesta all'11%. Un risultato che conferma come la capillarità della rete non si traduca solo in maggiore libertà di scelta per il lavoratore, ma anche in un beneficio concreto per il commercio locale.
A ulteriore conferma della semplicità d’uso, capillarità della rete ed effettivo utilizzo, considerando il credito assegnato nei 12 mesi terminanti a giugno 2026, Satispay ha registrato che i crediti welfare assegnati vengono utilizzati in tempi rapidi: il tempo mediano per esaurire i buoni pasto è stato di circa 32 giorni, quello per i fringe benefits di circa 42 giorni e quello per i FlexBen di circa 51 giorni.
Nota metodologica
L'Osservatorio “Gli italiani e il welfare aziendale”, seconda wave della ricerca SWG per Satispay, è stato realizzato tra il 14 e il 29 maggio 2026 con metodologia CAWI (online) su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni.
Satispay
Sul mercato dal 2015, Satispay è la super app italiana e il network di pagamento proprietario che rende semplice e accessibile la gestione del denaro e dei servizi finanziari. Con una community di oltre 6,5 milioni di persone in costante crescita, la piattaforma permette agli utenti di pagare via smartphone (in negozi fisici e online), scambiarsi denaro gratuitamente e accedere a numerosi servizi a valore aggiunto: il programma fedeltà Satispay Punti, Paga in 3 per dividere le spese di tutti i giorni in 3 rate senza interessi, ricariche telefoniche, pagamento di bollettini, bollo auto e moto, pagoPA, gift card, donazioni, risparmi, acquisto di azioni e ETF e carte di debito. Dopo aver consolidato l'esperienza nel mondo BtoC, la fintech ha esteso il suo modello al mondo BtoB. A settembre 2023, è sbarcata nel welfare aziendale con gli innovativi Satispay Buoni Pasto e Buoni Acquisto, seguiti dalla piattaforma Satispay FlexBen, che semplifica la gestione di rimborsi e fondi pensione. In tre anni, Satispay si è posizionata tra gli operatori di riferimento del settore, con già 45.000 aziende clienti ai cui dipendenti offre strumenti welfare di nuova generazione per semplicità e rapidità di utilizzo, oltre a una rete di spendibilità tra le più ampie in Italia (oltre 400.000 attività fisiche e online convenzionate). Infine, Satispay ha ampliato la sua offerta con il Salvadanaio Remunerato e la sezione Investimenti, per rendere accessibile risparmiare e investire anche a chi si avvicina per la prima volta ai mercati dei capitali.
Contatti Stampa
Tiziana De Icco – PR Lead Satispay
E-mail: tiziana.deicco@satispay.com – T. +39 348 350 6005
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E-mail: satispay@angelia.it - T. +39 335 1245190